Fossano, nascita di una città

Fossano ha origine nel primo trentennio del secolo XIII come villa nova, in concomitanza con la nascita di molti comuni medievali del basso Piemonte. È un’aggregazione di consortili provenienti dal territorio, ai quali di lì a poco si unirà la popolazione e la collegiata di canonici del limitrofo borgo romano del Romanisium.

Un’epigrafe in pietra arenaria, oggi murata nel palazzo municipale, attesta l’edificazione della porta Sarmatoria nel 1236, prima struttura difensiva del comune costituitosi in questi decenni.

 

In età podestarile la neonata comunità si stanzia su un sito in posizione elevata, protetto in parte dal promontorio sotto il quale scorre il fiume Stura. Oggi una lunga passeggiata consente di percorrere il tratto difensivo naturale della città: un luogo congeniale per ammirare la catena delle Alpi Marittime e le colline delle Langhe.

 

Al borgo vecchio, caratterizzato da vie tortuose, abitazioni di contenuta verticalità, un sistema porticato basso e stretto, nel Medioevo si affiancano i terzieri del Salice e di Piazza. Dopo la prima parrocchiale di San Giorgio e la chiesa gentilizia di San Giovanni sorgono la chiesa in stile gotico padano della Madonna del Salice, oggetto di recenti indagini archeologiche, e l’ormai distrutto convento di San Francesco, mentre l’espansione edilizia dell’epoca va sviluppandosi su una nuova struttura viaria ad impianto rettilineo, con i palazzi del patriziato locale in affaccio sulla strada.

 

La dominazione signorile dei principi di Savoia Acaia dal 1314, la costruzione del castello, nonché la realizzazione della cortina difensiva nel periodo cinquecentesco hanno condizionato il progressivo ampliamento degli spazi urbani all’interno della cinta muraria. Il bastione del Salice tuttora attesta l’imponente opera fortilizia di Fossano, che con l’elevazione al rango di città nel 1566 si connota come una delle piazzeforti e dei centri abitati più significativi del ducato sabaudo.

 

La costituzione in diocesi a fine Cinquecento e la fiorente economia agraria favoriscono nei secoli successivi l’insediamento di ordini religiosi, di un collegio per la nobiltà, del Regio Ospizio di Carità, di setifici e di opifici disposti sulla fitta rete idrica che, a partire dal canale ducale voluto da Emanuele Filiberto nel 1568, hanno costituito la base di un sistema produttivo attivo per tutto l’Antico Regime.

È il periodo più proficuo per l’arte e per l’architettura: la chiesa barocca di San Filippo, quella settecentesca della Trinità con l’annesso monumentale ospedale progettato da Francesco Gallo, la chiesa commendatizia di Sant’Antonio disegnata dal Vittone, il seminario vescovile ora sede anche del museo diocesano d’arte sacra, la nuova cattedrale quariniana consacrata nel 1791.

Il castello degli Acaia

 

Il castello viene edificato da Filippo di Savoia, principe d’Acaia, nel decennio successivo alla sottomissione del comune fossanese del 1314. La funzione originaria era di rappresentazione del nuovo potere signorile, che verrà meno con l’estinzione del ramo principesco nel 1418.

 

I duchi di Savoia in seguito conferiscono all’edificio una funzione residenziale, creando il loggiato con colonne marmoree e ampi saloni nei piani superiori. Il castello accoglierà nel Cinquecento la duchessa Bona di Savoia per un triennio, i duchi sabaudi a più riprese, le madame reali nel secolo successivo, fino a quando sarà destinato a carcere per migliaia di valdesi, durante le persecuzioni religiose.

 

Dal Settecento è adibito a caserma, affiancato da due imponenti fabbricati, poi demoliti negli anni Sessanta del secolo scorso, allorché il castello viene recuperato e utilizzato come polo culturale cittadino.