Fossano si trova in posizione baricentrica rispetto il territorio del basso Piemonte e dall’alto della torre del castello Acaia a Fossano è possibile esplorarlo interamente, dalle Alpi, su cui svetta il Monviso, scendendo lungo lo Stura di Demonte fino al congiungimento con il Tanaro, percorrendo millenni di evoluzione del territorio e dell’uomo.

Un panorama a 360° che configura la torre come un faro sulla storia di questo paesaggio e sull’uomo che dalla preistoria ad oggi lo ha occupato, bonificato, organizzato, coltivato coestruendoci via via insediamenti, necropoli, abitazioni, fortificazioni, città, castelli, monumenti e strade.

E così, salita la scala a chiocciola fino a quasi 50 metri d’altezza, il nuovo allestimento multimediale permette di toccare virtualmente le grandi finestre della torre, tramite il posizionamento di 4 monitor in realtà aumentata (uno per parete) e di veder apparire le informazioni correlate ai punti di interesse esattamente dove essi sono nel mondo reale. Tecnicamente si parla di un’esperienza di realtà aumentata con geolocalizzazione delle informazioni.

Così, in modo del tutto facile e intuitivo, si potranno conoscere le caratteristiche turistiche ed eno-gastronomiche peculiari delle tante cittadine che si scorgono dall’alto del castello, dal Monviso alle Langhe, ma anche le più recenti scoperte legate a 4 importanti progetti cofinanziati dalla Compagnia di San Paolo, da Fondazione CRT e dai progetti ALCOTRA promossi dall’Unione del Fossanese insieme a molti comuni vicini e dell’oltralpe francese.

Stiamo parlando della città romana di Augusta Bagiennorum a Bene Vagienna, dei Rii di Cherasco, della necropoli longobarda di Sant’Albano Stura e della foresta fossile di Fossano-Salmour le cui informazioni campeggiano anche sulle pareti del grande cubo al centro dell’allestimento, unite da una linea del tempo che mette in ordine gli eventi storici, i cambiamneti climatici e del territorio e le tante tracce lasciate dall’uomo e riportate alla luce dal lavoro certosino dai geologi, dagli archeologici e dagli storici.

Entrati nel cubo, invece, si entra in una “macchina del tempo” in cui un filmato in alta risoluzione proiettato sulle pareti circolari interne, ripercorre la comparsa e l’evoluzione dell’uomo nel basso Piemonte a partire dall’età della pietra fino alla seconda guerra mondiale. Non è un semplice documentario, ma è una sorta di dichiarazione della presenza dei nostri antenati nel nostro territorio, con le loro abitazioni, i modi di vivere e di morire e la costruzione degli utensili per procurarsi il cibo e organizzare il territorio e la società civile. Prima in pietra e in legno, poi in bronzo e ferro, passando per le grome romane, le balestre ed i tamburi medievali, l’uso dei falchi per cacciare, i “forte-piano” per suonare, le prime macchine industriali fino all’epilogo della II guerra mondiale, scelto come epilogo finale, in cui è l’uomo a decidere di fermare la propria evoluzione.

Per produrlo sono stati selezionati insieme alla Soprintendenza Archeologica piemontese, quasi 50 rievocatori storici in costume provenienti da mezzo Piemonte e utilizzate una dozzina di locations in provincia, incluse le ricostruzioni di una capanna e di un castelliere medioevali. Si sono “girate” più di 270 clip video che, una volta montate, offriranno agli spettatori circa 15 minuti di viaggio nel tempo. Unici due attori sempre presenti in tutti i periodi storici sono loro: il Monviso e lo Stura, che hanno e continueranno ad accompagnare l’uomo oggi e nel futuro.

Ecco quindi spiegato il progetto F.A.R.O. – Fossano Augmented Reality Observatory, un punto di osservazione privilegiato sulla storia del territorio e dell’uomo nel basso Piemonte, che travalica il tempo e lo spazio.

F.A.R.O. è un progetto ideato degli architetti Davide Borra e Michele Bossio, realizzato da No Real srl e A&T progetti srl, promosso dal Comune di Fossano e dall’Unione del Fossanese con il co-finanziamento di Fondazione San Paolo e Fondazione CRT.